1. Da quando parte l’obbligo della fattura elettronica?
Dal 1 gennaio 2019 l’utilizzo della fattura in formato elettronico (e-fattura) diventa obbligatorio oltre che per operazioni con la pubblica amministrazione, anche per operazioni tra soggetti con partita Iva, siano essi persone o imprese (Business To Business, B2B), sia per operazioni con soggetti privi di partita Iva (Business To Consumer, B2C). Sono però previste alcune importanti eccezioni.

2. Chi è escluso dall’obbligo della fattura elettronica?
L’uso della fattura elettronica non è obbligatorio per i contribuenti “minimi” (detti anche “di vantaggio”, commi 1 e 2, art. 27, decreto legge 98/2011) e per i “forfettari” (commi 54-89, art. 1, legge 190/2014, Legge di Stabilità 2015), che però le potranno ricevere.

3. È consentito emettere fattura elettronica a un soggetto (impresa o persona fisica) non residente in Italia?
Attualmente non è consentito. Tuttavia per le operazioni con l’estero vi è l’obbligo di comunicazione dei dati con il nuovo adempimento c.d. “esterometro”. I soggetti passivi trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3 del D.Lgs. n. 127/2015. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

4. Se a un soggetto escluso dall’obbligo viene richiesta la fattura elettronica, è obbligato a produrla?
No, benché ne abbia la facoltà.

5. Quando si iniziano a emettere fatture elettroniche non vanno più emesse fatture cartacee?
Non vanno più emesse, tranne che per i soggetti esclusi dall’obbligo di e-fattura. Tuttavia il consumatore può richiedere la copia cartacea dell’originale in formato elettronico inviatogli nell’area web riservata del sito dell’Agenzia.

6. La fattura elettronica modifica i tempi delle registrazioni e dei versamenti Iva?
No. Le fatture elettroniche vanno inviate al Sistema di Interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle Entrate, che diventa quindi il riferimento per registrazioni e versamenti. I termini di emissione dei documenti restano quelli già fissati (momento di effettuazione dell’operazione e momento di esigibilità dell’imposta).

7. Quando si considera emessa una fattura elettronica?
La fattura elettronica si considera emessa alla data che viene indicata nella fattura stessa. La data indicata in fattura deve corrispondere al momento di effettuazione dell’operazione, anche se l’effettiva trasmissione al Sistema di Interscambio Sdi potrà non essere contestuale, ma da inviare entro le ore 24 della data di effettuazione dell’operazione anche se saranno accettate, in una prima fase, quelle inviate con un “minimo ritardo”.

8. Decreto fiscale 2019: cosa cambia nell’emissione delle fatture?                                                                                           Dal 1° luglio 2019 cambia il momento di emissione della fattura elettronica. Ci sarà un termine più lungo, perché la fattura andrà emessa entro 10 giorni. È l’effetto della modifica introdotta dall’articolo 11 del decreto fiscale (Dl 119/2018), ora in corso di conversione parlamentare.  La modifica non riguarda però solo l’emissione delle fatture elettroniche ma abbraccia il più ampio spettro dell’emissione di qualsiasi tipologia di fattura. La nuova norma contenuta nell’articolo 11 del DL 119/2018, il cd. collegato fiscale alla Legge di bilancio 2019, consente l’emissione delle fatture entro 10 giorni dal momento in cui sia stata effettuata l’operazione.

9. Se la e-fattura viene scartata, come si può rimediare?
Se la fattura elettronica viene respinta dal Sistema di Interscambio Sdi, il Sistema invia un messaggio di “scarto” entro cinque giorni dall’invio. A quel punto, la fattura si considera non emessa e l’emittente può: procedere, entro i 5 giorni successivi alla comunicazione di scarto, a un nuovo invio della fattura, con medesimo numero e data; oppure (se la prima soluzione non fosse possibile) emettere un documento con nuovo numero e data “per la quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata da Sdi e successivamente stornata con variazione contabile interna (senza trasmissione a SdI) onde rendere comunque evidente la tempestività della fattura stessa rispetto all’operazione che documenta”. Per non incorrere in possibili errori nelle liquidazioni periodiche Iva, è consigliabile trasmettere la fattura al Sistema Sdi 5 giorni prima della fine del mese o del trimestre.

10. E’ prevista l’immediata applicazione di sanzioni per i primi mesi di introduzione del nuovo obbligo?                   Per il primo semestre del 2019 è prevista una moratoria sulle sanzioni che, tra l’altro, prevede la mancata applicazione di penalità per chi emette l’e-fattura nella liquidazione periodica dell’Iva.

 


Fonti:
– ilsole24ore.com – Norme &Tributi: 
https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-09-17/dieci-domande-e-risposte-fattura-elettronica-171115.shtml?uuid=AEc2KHxF;
https://stream24.ilsole24ore.com/video/norme-e-tributi/emissione-fattura-1-luglio-ci-saranno-10-giorni-tempo/AEChzKfG
– fisco7.it:
https://www.fisco7.it/2018/10/esterometro-o-fattura-elettronica-per-le-operazioni-verso-non-residenti/
– fiscoetasse.com:
https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/25875-decreto-fiscale-2019-cosa-cambia-nell-emissione-delle-fatture-.html

 

 

 

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