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Come implementare un MES in una piccola azienda produttiva

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Come implementare un MES in una piccola azienda produttiva

Il MES può essere uno strumento adatto anche alle piccole e medie aziende produttive? Assolutamente sì, perché lo smart manufacturing non è ad appannaggio esclusivo delle grandi imprese: anche le PMI che lavorano a commessa, con ordini variabili o piccoli lotti possono trarre beneficio dai principi (e dagli strumenti) dell’Industria 4.0.

In questo articolo capiremo meglio come cambia la produzione di una PMI con l’adozione di un MES, dalla visibilità del processo produttivo al controllo dei costi, fino al legame tra produzione e pianificazione.

Perché anche le PMI hanno bisogno del MES

I sistemi MES (Manufacturing Execution System) vengono solitamente adottati nelle grandi imprese per monitorare le prestazioni del reparto di produzione e migliorare l’efficienza operativa complessiva.

Gli investimenti massicci delle grandi realtà produttive in questo strumento hanno contribuito a diffondere la convinzione secondo cui “MES = grandi linee automatizzate della produzione in serie”. Ma basta dare un rapido sguardo alle sue funzionalità per rendersi conto che un MES si adatta bene anche alle necessità delle aziende di dimensioni più contenute.

Il suo compito è infatti raccogliere dati sulle prestazioni produttive, utili a monitorare il workflow di lavoro, coordinare ordini, materiali e risorse, e persino esercitare un controllo sui costi di produzione. Sono aspetti cruciali, non solo per chi produce ogni giorno migliaia e migliaia di articoli identici, ma anche per chi lavora su commessa, con lotti piccoli o con ordini variabili.

Anzi, in questi contesti i benefici del MES sono ancora più evidenti. Chi produce in serie deve monitorare processi molto ripetitivi, mentre chi lavora con commesse altamente variabili ha ancora più bisogno di tracciare cosa succede lungo la linea di produzione, lavorazione dopo lavorazione.

Come cambia la produzione di una PMI con il MES

L’Università di Bologna ha pubblicato un articolo dedicato proprio all’applicazione di sistemi MES nelle piccole e medie imprese manifatturiere. Lo studio analizza il case study reale di una piccola azienda italiana caratterizzata da volumi ridotti, produzione variabile e prototipazione individuale.

Nel suo caso specifico, l’introduzione del MES ha permesso all’impresa di migliorare l’efficienza del processi produttivi attraverso il monitoraggio delle lavorazioni e il controllo dei costi di produzione. Questo nonostante le commesse altamente variabili e una produzione dai volumi contenuti. È la dimostrazione che implementare il MES in una piccola azienda produttiva non solo ha senso, ma rappresenta un’opportunità per avviare un percorso di crescita votato alla competitività.

Monitoraggio del workflow produttivo

Il primo vantaggio del MES è quello di fornire uno strumento obiettivo e affidabile per conoscere quello che avviene nel reparto di produzione. In una piccola azienda che non ha ancora digitalizzato i propri processi produttivi, questa forma di conoscenza è affidata tipicamente ai capi reparto e agli operatori (e ai loro consuntivi di fine turno).

Per quanto bravi, difficilmente qualcuno di loro potrà riconoscere con certezza se uno scarto rappresenta un caso isolato oppure se si è già manifestato altre volte nell’ultimo anno, o ancora se la commessa “x” ha subito in ritardo a causa di un guasto non intercettato in un macchinario o di un operatore poco efficiente.

Nel quotidiano della piccola impresa, le informazioni sfuggono con molta più facilità di quel che si crede. Inoltre, molto spesso si tratta di informazioni che arrivano “a posteriori”.

Il MES interviene proprio nella raccolta e nella condivisione in tempo reale dei dati produttivi. Attraverso il rilevamento delle informazioni di processo, il sistema MES supervisiona tutte le fasi di esecuzione e di avanzamento della produzione nel momento stesso in cui avvengono.

Da dove prende queste informazioni il MES? Non solo dagli operatori, ma anche da sensori, strumenti IoT e altri dispositivi di automazione che sono alla base del paradigma Industry 4.0.

Raccogliere i dati serve non solo a monitorare il workflow produttivo, ma anche a riconoscere schemi ricorrenti o anomalie della produzione. Disporre di dati come fermi macchina, tempi di ciclo, tassi di scarto, ecc. permette infatti all’impresa di capire qual è la causa dietro le anomalie produttive e mettere in campo azioni correttive per migliorare il processo di lavoro.

Conoscenza (e controllo) dei costi reali

Molte piccole e medie imprese sono ancora abituate a fare stime di massima in fase di preventivo. Il problema è che spesso il consuntivo si discosta dalla quantificazione iniziale; e per chi lavora con margini stretti e lotti piccoli questo può essere un bel problema. Senza dati affidabili sui costi reali della produzione, ogni preventivo resta nel campo dell’approssimazione. Il MES, invece, offre il vantaggio di poter scomporre e “stratificare” i costi produttivi.

La raccolta dati va di pari passo con un’analisi dettagliata dei costi associati all’esecuzione di ogni singola commessa, che consente stime più precise durante le trattative con i clienti grazie a dati come i tempi di setup del macchinario, il costo orario dell’operatore, i tempi di lavorazione effettiva…

La possibilità di raccogliere questi dati in tempo reale permette inoltre di monitorare i costi reali di una commessa “durante” la produzione. Così ci si accorge subito di eventuali scostamenti per correggerli in corso d’opera. Ed è qui che pianificazione e produzione iniziano a comunicare.

Collegamento tra pianificazione e produzione

In molte piccole aziende, pianificazione e produzione sono due mondi separati. Da un lato c’è l’ufficio che lavora al piano di produzione, dall’altro la fabbrica che lo esegue come meglio può. Nella maggior parte dei casi, questi mondi parlano tra loro attraverso uno scambio di informazioni affidato ancora a sistemi manuali (excel, e-mail) che, oltre ad avere un alto tasso di errore, non sono nemmeno sincronizzati.

Accade così che in ufficio venga presa una commessa concordando con il cliente un costo “x” e una consegna entro la data “y”, quando in realtà né l’uno né l’altra sono sostenibili per la produzione, che magari è già in difficoltà con precedenti commesse.

Pianificazione e produzione dovrebbero condividere un sistema centralizzato di informazioni, così che l’ufficio possa inviare al reparto produttivo i dati necessari per avviare la produzione, mentre la fabbrica comunica cosa avviene in produzione, permettendo di confrontare ciò che era stato pianificato con ciò che sta realmente accadendo.

Per farlo è necessaria un’integrazione tra MES ed ERP.

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